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11 Maggio 2023

Al teatro Alberti la conferenza-evento “Senza limiti? Uomini e Piante a confronto” tenuta dal Professor Stefano Mancuso

L’intervento dello scienziato fa parte degli eventi della la campagna di sensibilizzazione Elogio del Limite promossa dalla cooperativa sociale CAUTO a vantaggio del territorio del Garda.

Il 4 maggio al teatro Alberti di Desenzano Stefano Mancuso ha tenuta una lectio magistralis dal titolo “Senza limiti? Uomini e Piante a confronto”. L’intervento dello scienziato a capo del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV) dell’università di Firenze fa parte degli eventi della campagna di sensibilizzazione e riduzione dell’impatto promossa dalla cooperativa sociale CAUTO all’interno del progetto Life SalvaGuARDiA.

Puoi riguardare un estratto dell’intervento del Professore Stefano Mancuso qua sotto.

Il 4 maggio al teatro Alberti di Desenzano Stefano Mancuso ha tenuta una lectio magistralis dal titolo “Senza limiti? Uomini e Piante a confronto”. L’intervento dello scienziato a capo del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV) dell’università di Firenze fa parte degli eventi della la campagna di sensibilizzazione e riduzione dell’impatto promossa dalla cooperativa sociale CAUTO all’interno del progetto Life SalvaGuARDiA.

L’ARTE CHE AIUTA LA SCIENZA

Per favorire, prima ancora della transizione ecologica, una “conversione ecologica”, come l’ha definita il professore, scienza e arte si devono tenere per mano: la prima per permettere di comprendere attraverso dati oggettivi la problematica e quali soluzioni adottare; la seconda per smuovere le coscienze e, toccando le corde delle emozioni, divenire il propulsore di azioni concrete. La diffusione di una concreta cultura ecologica da parte di una massa critica di persone non è semplice perché come dice il Professore “i risultati della riduzione degli impatti ambientali antropogenici non hanno risvolti immediati”. In questo senso, il concetto di “limite” non deve essere interpretato come limitazione, ma assumere nuove valenze e, attraverso un processo di autoregolazione, trasformarsi in un nuovo approccio al cambiamento inteso come salvaguardia e opportunità di preservare la bellezza del nostro pianeta.

SENZA LIMITI? IL PESO DELLA VITA

“Due miliardi di persone non sapranno dove vivere nei prossimi 30 anni per effetto dei cambiamenti climatici in corso: è quanto affermato in maniera chiara ed “eco-ansiogena” da Stefano Mancuso durante la serata del 4 maggio. Il 2021 è l’anno in cui il “peso” dei materiali sintetici prodotti dall’uomo, per lo più plastica e cemento, ha superato il “peso” dell’intera materia organica “viva” presente sul pianeta. All’inizio della civiltà umana, circa 12.000 anni fa, c’erano sul pianeta 6000 miliardi di alberi, oggi ce ne sono la metà. Se consideriamo gli animali, secondo il rapporto Dasgupta dell’università di Cambridge, dal 1970 ce ne sono il 70% in meno. Rispetto al periodo preindustriale la temperatura è aumentata di circa 1 grado e mezzo a livello globale. È un evento epocale considerando che mentre si continua a produrre, la vita sul nostro pianeta si riduce.  Non riuscendo a ridurre le emissioni di CO2 sarebbe necessario assorbirne almeno una quantità significativa. Uno degli interventi possibili per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici dovrebbe essere secondo il professore è “piantare 1000 miliardi di alberi nei prossimi 10 anni”. In ogni caso, se si ricavasse lo spazio per farlo comunque non si risolverebbe il problema, ma darebbe il tempo, circa 70 anni in più rispetto ai 30 di prima, per evitare la catastrofe e invertire la rotta.

Il punto nevralgico della questione è proprio questo: la vita. La nostra specie, quella di homo sapiens, ha avuto il dono di un’intelligenza che sicuramente ha fatto un salto evolutivo molto maggiore rispetto alle altre specie; ma a cosa serve questo privilegio se ci stiamo “auto-estinguendo” molto più velocemente delle altre specie? Le meraviglie che siamo stati capaci di produrre, basti pensare a Dante e alla sua Divina Commedia, alla Cappella Sistina di Michelangelo: tutto perde di senso se la prosecuzione della vita, l’unica che conosciamo “per il principio di precauzione del metodo scientifico”, citato da Mancuso, non è assicurata. Dunque la necessità di modificare le nostre abitudini non è un favore dovuto a qualcuno o un incubo da cui scappare, ma il più grande atto d’amore verso noi stessi e, in questo senso, l’Elogio del Limite, espresso dalla campagna di sensibilizzazione voluta da Life SalvaGuARDiA assume ancora una nuova e diversa connotazione, quella di Ode alla Vita. L’ultimo stimolo lanciato dal Professore alle oltre 400 persone presenti in sala, è quello di farsi ispirare e guardare alle “piante” come eco-sistema in grado di sviluppare strategie complesse per sopravvivere e prosperare. Il mondo vegetale indagato nei suoi meccanismi di funzionamento attraverso rigorosi studi scientifici diventa nelle parole del Professore esempio di resilienza, in grado di reagire ai cambiamenti nell’ambiente, adattandosi e sviluppando soluzioni innovative.

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